BTP: quanto resta davvero in tasca, dal lordo al netto reale
Il rendimento che si legge nelle quotazioni è lordo. Quello che arriva sul conto è un altro numero: in mezzo ci sono l'aliquota del 12,5%, l'imposta di bollo, la commissione e l'inflazione. Qui sotto il calcolatore che fa il percorso completo e mette a confronto, a parità di capitale, BTP, BOT e CCT.

Perché il lordo non è il netto
Un BTP con rendimento lordo a scadenza del 3,5% non restituisce il 3,5% annuo. La sequenza che porta al numero reale è sempre la stessa: prima l'aliquota sulle cedole e sulla differenza tra rimborso e prezzo di acquisto, poi l'imposta di bollo annua sul deposito titoli, infine la commissione pagata all'acquisto. Su un titolo di durata media il passaggio costa in genere tra mezzo e un punto percentuale di rendimento annuo.
La stessa sequenza spiega il vantaggio fiscale dei titoli di Stato: al 12,5% contro il 26% delle obbligazioni bancarie e corporate, un lordo più basso può arrivare a un netto quasi identico. È uno dei confronti più utili prima di un acquisto, ed è quello che il calcolatore rende visibile. Il percorso completo dalla cedola al rendimento effettivo è descritto in questo approfondimento.
Il calcolatore: lordo, imposte, netto, reale
Inserisci prezzo, cedola e scadenza del BTP che stai guardando, e i dati di un BOT e di un CCT con scadenze comparabili. Il calcolo mostra per ciascuno il rendimento lordo a scadenza, il netto dopo aliquota 12,5%, bollo e commissione, e il netto reale a inflazione ipotizzata del 2%. Nessun dato viene salvato e nessun prezzo arriva da fonti esterne: il risultato riflette esattamente i numeri immessi.
Dal lordo al netto: BTP a confronto con BOT e CCT
Rendimento lordo BTP
3,42%
cedole + differenza prezzo/rimborso
Imposte e bollo sul BTP
366 €
aliquota 12,5% + bollo 0,2% annuo
Rendimento netto BTP
2,73%
netto reale a inflazione 2%: 0,72%
| Titolo | Lordo a scadenza | Netto a scadenza | Netto reale (infl. 2%) | Incasso netto |
|---|---|---|---|---|
| BTP a tasso fisso | 3,42% | 2,73% | 0,72% | 11.554 € |
| BOT (zero coupon) | 2,90% | 2,17% | 0,17% | 9.948 € |
| CCT (tasso variabile) | 3,74% | 2,97% | 0,95% | 11.331 € |
Lettura del confronto: i tre titoli hanno la stessa aliquota del 12,5% — la differenza sta nella forma. Sul BOT il rendimento è tutto nella differenza tra prezzo pagato e rimborso a 100. Sul CCT la cedola segue i tassi e il numero mostrato vale solo se la stima inserita si conferma. Sul BTP a tasso fisso la cedola è certa, ma il prezzo si muove di più quando i tassi cambiano: vita residua 5,7 anni contro 1,0 del BOT.
I dati sono inseriti a mano e nulla viene salvato. Le date di scadenza usano il formato AAAA-MM-GG, la data di regolamento è quella di oggi e il rimborso è 100.
Apri lo strumento completo: duration, convexity, confronto e bond ladderBTP, BOT e CCT: tre forme dello stesso debito
I tre titoli condividono emittente e aliquota, ma costruiscono il rendimento in modi diversi, e la differenza non è solo tecnica: determina come reagisce il prezzo quando i tassi si muovono.
| Caratteristica | BTP | BOT | CCT |
|---|---|---|---|
| Da dove arriva il rendimento | cedole fisse + differenza di prezzo | solo scarto tra prezzo e rimborso a 100 | cedole variabili + differenza di prezzo |
| Durata tipica | da 3 a 50 anni | fino a 12 mesi | in genere 7 anni |
| Sensibilità del prezzo ai tassi | alta, cresce con la vita residua | molto bassa | bassa: la cedola si adatta ai tassi |
| Cosa non è noto in anticipo | nulla sui flussi, tutto sul prezzo di vendita | quasi nulla | le cedole future |
La tabella spiega perché il confronto a parità di rendimento netto è solo metà del lavoro: due titoli con lo stesso netto a scadenza possono comportarsi in modo opposto se venduti prima. Su scadenze e gradini successivi si innesta la costruzione di una scaletta di obbligazioni, che distribuisce i rimborsi nel tempo.
Dove il 12,5% fa la differenza
- Nel confronto con i corporate: un corporate al 4,5% lordo rende netto circa il 3,33%; un BTP al 3,8% lordo rende netto circa il 3,3%. La distanza apparente di 0,7 punti si riduce a poche centesima prima ancora di parlare di rischio dell'emittente.
- Nel confronto con conti deposito e altri strumenti al 26%: la stessa logica vale ovunque cambi l'aliquota, ed è il motivo per cui i rendimenti andrebbero confrontati sempre al netto.
- Nel bollo che erode i rendimenti bassi: lo 0,2% annuo pesa in percentuale fissa su qualunque rendimento, ma su un netto dell'1,5% se ne porta via un ottavo, su un netto del 4% un ventesimo.
Il passaggio che quasi nessuno fa: il netto reale
Netto non significa ancora reale. Il capitale rimborsato tra cinque, dieci o trent'anni comprerà ciò che l'inflazione del periodo avrà lasciato. Con un netto del 2,8% annuo, inflazione all'1% significa circa +1,8% reale; inflazione al 2% circa +0,8%; inflazione al 3% potere d'acquisto che si riduce.
Su orizzonti lunghi questo passaggio conta più della scelta tra due titoli vicini: la perdita di potere d'acquisto agisce ogni anno sul nominale, ed è il motivo per cui i titoli indicizzati all'inflazione, come il BTP Italia, esistono come categoria separata. Il ruolo dei titoli di Stato dentro un portafoglio completo è trattato nell'analisi su BTP e obbligazioni in portafoglio e nel confronto tra singoli titoli, ladder ed ETF obbligazionari.
Cosa il numero non dice
Il rendimento netto a scadenza descrive un solo esito: portare il titolo al rimborso con l'emittente che paga regolarmente. Non contiene il rischio di credito, non prevede il prezzo a cui si potrebbe vendere prima, e ipotizza le cedole reinvestite allo stesso tasso. Per il CCT il netto mostrato dal calcolatore dipende interamente dalla cedola stimata inserita: i flussi reali seguiranno i tassi del periodo, in alto o in basso.
Domande frequenti
Come si passa dal rendimento lordo al netto di un BTP?
Su cedole e differenza positiva tra rimborso e prezzo di acquisto si applica l'aliquota del 12,5%. Al risultato si sottraggono l'imposta di bollo dello 0,2% annuo sul valore del deposito titoli e l'effetto della commissione di acquisto, pagata una sola volta ma distribuita sugli anni residui. Il calcolatore in questa pagina esegue esattamente questa sequenza.
Perché i titoli di Stato sono tassati al 12,5% e non al 26%?
La legge italiana riserva l'aliquota agevolata del 12,5% ai titoli di Stato italiani e a quelli dei paesi inclusi nella cosiddetta white list. Obbligazioni bancarie, corporate e gli altri strumenti finanziari restano al 26%. A parità di rendimento lordo, il vantaggio fiscale avvicina molto un BTP a un corporate che paga di più.
Quanto rende un BOT rispetto a un BTP?
Il BOT non paga cedole: il rendimento è interamente nella differenza tra il prezzo pagato e il rimborso a 100. Il BTP distribuisce il rendimento tra cedole periodiche ed eventuale differenza di prezzo. A parità di emittente e scadenza i rendimenti netti tendono a essere vicini; cambiano la forma dei flussi e la sensibilità del prezzo ai tassi, molto più alta sul BTP lungo.
Come funziona il rendimento di un CCT?
Il CCT paga una cedola variabile legata ai tassi a breve (Euribor o rendimento dei BOT) più uno spread. Il rendimento futuro non è noto in anticipo: il calcolatore lo stima ipotizzando una cedola media inserita a mano. Se i tassi salgono la cedola sale, se scendono scende, e il prezzo di mercato si muove molto meno di quello di un BTP a tasso fisso.
Cos'è il rendimento netto reale?
È il rendimento netto meno l'inflazione del periodo. Un BTP con netto del 2,8% annuo e inflazione media al 2% produce circa +0,8% reale: il capitale rimborsato varrà più di quello versato, ma di poco. Con inflazione al 3% lo stesso titolo restituisce potere d'acquisto invariato o inferiore.
Il rendimento netto a scadenza è garantito?
Vale se il titolo viene portato a rimborso e lo Stato paga regolarmente cedole e capitale. Resta il rischio di credito, che nel calcolo non compare, e l'ipotesi standard delle cedole reinvestite allo stesso tasso. Chi vende prima della scadenza incassa il prezzo di mercato di quel giorno, che può essere superiore o inferiore a quello pagato.
Il contenuto ha finalità esclusivamente educativa e illustrativa. I dati storici non garantiscono rendimenti futuri. StrategiaValore non fornisce consulenza finanziaria ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e della Direttiva MiFID II. Per decisioni personalizzate rivolgiti a un consulente finanziario autorizzato Consob. I riferimenti a PAC e strategie di investimento presuppongono l'utilizzo di portafogli globalmente diversificati (ETF azionari/obbligazionari globali, titoli di stato) con orizzonte pluriennale.