Asset & DiversificazioneSettembre 2026⏱ 9 min

    BTP: quanto resta davvero in tasca, dal lordo al netto reale

    Il rendimento che si legge nelle quotazioni è lordo. Quello che arriva sul conto è un altro numero: in mezzo ci sono l'aliquota del 12,5%, l'imposta di bollo, la commissione e l'inflazione. Qui sotto il calcolatore che fa il percorso completo e mette a confronto, a parità di capitale, BTP, BOT e CCT.

    Certificato BTP della Repubblica Italiana con sigillo dorato 12,5% e grafico dal rendimento lordo al netto

    Perché il lordo non è il netto

    Un BTP con rendimento lordo a scadenza del 3,5% non restituisce il 3,5% annuo. La sequenza che porta al numero reale è sempre la stessa: prima l'aliquota sulle cedole e sulla differenza tra rimborso e prezzo di acquisto, poi l'imposta di bollo annua sul deposito titoli, infine la commissione pagata all'acquisto. Su un titolo di durata media il passaggio costa in genere tra mezzo e un punto percentuale di rendimento annuo.

    La stessa sequenza spiega il vantaggio fiscale dei titoli di Stato: al 12,5% contro il 26% delle obbligazioni bancarie e corporate, un lordo più basso può arrivare a un netto quasi identico. È uno dei confronti più utili prima di un acquisto, ed è quello che il calcolatore rende visibile. Il percorso completo dalla cedola al rendimento effettivo è descritto in questo approfondimento.

    Il calcolatore: lordo, imposte, netto, reale

    Inserisci prezzo, cedola e scadenza del BTP che stai guardando, e i dati di un BOT e di un CCT con scadenze comparabili. Il calcolo mostra per ciascuno il rendimento lordo a scadenza, il netto dopo aliquota 12,5%, bollo e commissione, e il netto reale a inflazione ipotizzata del 2%. Nessun dato viene salvato e nessun prezzo arriva da fonti esterne: il risultato riflette esattamente i numeri immessi.

    Dal lordo al netto: BTP a confronto con BOT e CCT

    BTP a tasso fisso
    BOT — zero coupon
    CCT — tasso variabile

    Rendimento lordo BTP

    3,42%

    cedole + differenza prezzo/rimborso

    Imposte e bollo sul BTP

    366 €

    aliquota 12,5% + bollo 0,2% annuo

    Rendimento netto BTP

    2,73%

    netto reale a inflazione 2%: 0,72%

    TitoloLordo a scadenzaNetto a scadenzaNetto reale (infl. 2%)Incasso netto
    BTP a tasso fisso3,42%2,73%0,72%11.554 €
    BOT (zero coupon)2,90%2,17%0,17%9.948 €
    CCT (tasso variabile)3,74%2,97%0,95%11.331 €

    Lettura del confronto: i tre titoli hanno la stessa aliquota del 12,5% — la differenza sta nella forma. Sul BOT il rendimento è tutto nella differenza tra prezzo pagato e rimborso a 100. Sul CCT la cedola segue i tassi e il numero mostrato vale solo se la stima inserita si conferma. Sul BTP a tasso fisso la cedola è certa, ma il prezzo si muove di più quando i tassi cambiano: vita residua 5,7 anni contro 1,0 del BOT.

    I dati sono inseriti a mano e nulla viene salvato. Le date di scadenza usano il formato AAAA-MM-GG, la data di regolamento è quella di oggi e il rimborso è 100.

    Apri lo strumento completo: duration, convexity, confronto e bond ladder

    BTP, BOT e CCT: tre forme dello stesso debito

    I tre titoli condividono emittente e aliquota, ma costruiscono il rendimento in modi diversi, e la differenza non è solo tecnica: determina come reagisce il prezzo quando i tassi si muovono.

    CaratteristicaBTPBOTCCT
    Da dove arriva il rendimentocedole fisse + differenza di prezzosolo scarto tra prezzo e rimborso a 100cedole variabili + differenza di prezzo
    Durata tipicada 3 a 50 annifino a 12 mesiin genere 7 anni
    Sensibilità del prezzo ai tassialta, cresce con la vita residuamolto bassabassa: la cedola si adatta ai tassi
    Cosa non è noto in anticiponulla sui flussi, tutto sul prezzo di venditaquasi nullale cedole future

    La tabella spiega perché il confronto a parità di rendimento netto è solo metà del lavoro: due titoli con lo stesso netto a scadenza possono comportarsi in modo opposto se venduti prima. Su scadenze e gradini successivi si innesta la costruzione di una scaletta di obbligazioni, che distribuisce i rimborsi nel tempo.

    Dove il 12,5% fa la differenza

    • Nel confronto con i corporate: un corporate al 4,5% lordo rende netto circa il 3,33%; un BTP al 3,8% lordo rende netto circa il 3,3%. La distanza apparente di 0,7 punti si riduce a poche centesima prima ancora di parlare di rischio dell'emittente.
    • Nel confronto con conti deposito e altri strumenti al 26%: la stessa logica vale ovunque cambi l'aliquota, ed è il motivo per cui i rendimenti andrebbero confrontati sempre al netto.
    • Nel bollo che erode i rendimenti bassi: lo 0,2% annuo pesa in percentuale fissa su qualunque rendimento, ma su un netto dell'1,5% se ne porta via un ottavo, su un netto del 4% un ventesimo.

    Il passaggio che quasi nessuno fa: il netto reale

    Netto non significa ancora reale. Il capitale rimborsato tra cinque, dieci o trent'anni comprerà ciò che l'inflazione del periodo avrà lasciato. Con un netto del 2,8% annuo, inflazione all'1% significa circa +1,8% reale; inflazione al 2% circa +0,8%; inflazione al 3% potere d'acquisto che si riduce.

    Su orizzonti lunghi questo passaggio conta più della scelta tra due titoli vicini: la perdita di potere d'acquisto agisce ogni anno sul nominale, ed è il motivo per cui i titoli indicizzati all'inflazione, come il BTP Italia, esistono come categoria separata. Il ruolo dei titoli di Stato dentro un portafoglio completo è trattato nell'analisi su BTP e obbligazioni in portafoglio e nel confronto tra singoli titoli, ladder ed ETF obbligazionari.

    Cosa il numero non dice

    Il rendimento netto a scadenza descrive un solo esito: portare il titolo al rimborso con l'emittente che paga regolarmente. Non contiene il rischio di credito, non prevede il prezzo a cui si potrebbe vendere prima, e ipotizza le cedole reinvestite allo stesso tasso. Per il CCT il netto mostrato dal calcolatore dipende interamente dalla cedola stimata inserita: i flussi reali seguiranno i tassi del periodo, in alto o in basso.

    Domande frequenti

    Come si passa dal rendimento lordo al netto di un BTP?

    Su cedole e differenza positiva tra rimborso e prezzo di acquisto si applica l'aliquota del 12,5%. Al risultato si sottraggono l'imposta di bollo dello 0,2% annuo sul valore del deposito titoli e l'effetto della commissione di acquisto, pagata una sola volta ma distribuita sugli anni residui. Il calcolatore in questa pagina esegue esattamente questa sequenza.

    Perché i titoli di Stato sono tassati al 12,5% e non al 26%?

    La legge italiana riserva l'aliquota agevolata del 12,5% ai titoli di Stato italiani e a quelli dei paesi inclusi nella cosiddetta white list. Obbligazioni bancarie, corporate e gli altri strumenti finanziari restano al 26%. A parità di rendimento lordo, il vantaggio fiscale avvicina molto un BTP a un corporate che paga di più.

    Quanto rende un BOT rispetto a un BTP?

    Il BOT non paga cedole: il rendimento è interamente nella differenza tra il prezzo pagato e il rimborso a 100. Il BTP distribuisce il rendimento tra cedole periodiche ed eventuale differenza di prezzo. A parità di emittente e scadenza i rendimenti netti tendono a essere vicini; cambiano la forma dei flussi e la sensibilità del prezzo ai tassi, molto più alta sul BTP lungo.

    Come funziona il rendimento di un CCT?

    Il CCT paga una cedola variabile legata ai tassi a breve (Euribor o rendimento dei BOT) più uno spread. Il rendimento futuro non è noto in anticipo: il calcolatore lo stima ipotizzando una cedola media inserita a mano. Se i tassi salgono la cedola sale, se scendono scende, e il prezzo di mercato si muove molto meno di quello di un BTP a tasso fisso.

    Cos'è il rendimento netto reale?

    È il rendimento netto meno l'inflazione del periodo. Un BTP con netto del 2,8% annuo e inflazione media al 2% produce circa +0,8% reale: il capitale rimborsato varrà più di quello versato, ma di poco. Con inflazione al 3% lo stesso titolo restituisce potere d'acquisto invariato o inferiore.

    Il rendimento netto a scadenza è garantito?

    Vale se il titolo viene portato a rimborso e lo Stato paga regolarmente cedole e capitale. Resta il rischio di credito, che nel calcolo non compare, e l'ipotesi standard delle cedole reinvestite allo stesso tasso. Chi vende prima della scadenza incassa il prezzo di mercato di quel giorno, che può essere superiore o inferiore a quello pagato.

    Il contenuto ha finalità esclusivamente educativa e illustrativa. I dati storici non garantiscono rendimenti futuri. StrategiaValore non fornisce consulenza finanziaria ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e della Direttiva MiFID II. Per decisioni personalizzate rivolgiti a un consulente finanziario autorizzato Consob. I riferimenti a PAC e strategie di investimento presuppongono l'utilizzo di portafogli globalmente diversificati (ETF azionari/obbligazionari globali, titoli di stato) con orizzonte pluriennale.