Rendimento a scadenza di un'obbligazione: come si calcola (e perché non è la cedola)
La cedola dice quanto paga il titolo ogni anno; il rendimento a scadenza dice quanto rende l'operazione. Sono due numeri diversi e la distanza tra i due nasce dal prezzo pagato, dalle tasse, dal bollo e dai dietimi. Qui sotto c'è il calcolatore che li mette in fila, con la spiegazione di ogni voce.

La cedola non è il rendimento
Prendiamo lo stesso titolo — cedola 3,50% annua, rimborso a 100, cinque anni di vita residua — e tre prezzi di acquisto diversi. La cedola incassata è identica in tutti e tre i casi: 3,50 euro all'anno ogni 100 euro di nominale. Il rendimento dell'operazione, invece, cambia perché cambia il capitale impiegato e la differenza che verrà rimborsata a scadenza.
| Prezzo di acquisto | Cedola incassata | Differenza a scadenza | Rendimento lordo |
|---|---|---|---|
| 95 | 3,50% | +5 su 100 | superiore alla cedola |
| 100 | 3,50% | nessuna | pari alla cedola |
| 105 | 3,50% | −5 su 100 | inferiore alla cedola |
È l'esempio che spiega perché due titoli con cedole molto diverse possono rendere quasi lo stesso, e perché una cedola generosa su un titolo comprato ben sopra 100 non è un vantaggio: parte di quella cedola restituisce il sovrapprezzo pagato. I numeri di questa tabella sono esempi illustrativi, non quotazioni di mercato.
Il calcolatore del rendimento a scadenza
Inserisci i dati del titolo che stai guardando: prezzo secco, cedola annua lorda, frequenza, data di scadenza, nominale e commissione. Il calcolo cerca il tasso annuo che rende il valore attuale di cedole e rimborso pari all'importo davvero versato, dietimi compresi. Nessun dato viene salvato e nessun prezzo viene recuperato da fonti esterne: il risultato riflette esattamente i numeri immessi.
Calcolatore del rendimento a scadenza
Rendimento cedolare immediato
3,55%
cedola annua rapportata al prezzo
Rendimento lordo a scadenza
3,86%
cedole + differenza prezzo/rimborso
Rendimento netto a scadenza
3,11%
aliquota 12,5%, bollo 0,2% annuo, commissione
Prezzo tel quel (per 100)
99,65
dietimi 1,15 per 100
Totale versato oggi
9.980 €
di cui commissione 14,95 €
Incasso netto totale a scadenza
11.563 €
utile netto 1.583 €
Rendimento netto reale con inflazione al 2% annuo: 1,08%. Vita residua 5,2 anni, cedole nette complessive 1.684 €, imposte su cedole e differenza di prezzo 259 €, bollo 103 €.
I dati sono inseriti a mano e nulla viene salvato. La data di regolamento è quella di oggi e il valore di rimborso è 100.
Apri lo strumento completo: duration, convexity, confronto e bond ladderDal lordo al netto: le quattro voci
- Aliquota sulle cedole: 12,5% sui titoli di Stato italiani e su quelli dei paesi in white list, 26% su obbligazioni bancarie e corporate. È la voce che sposta di più il risultato.
- Tassazione della differenza di prezzo: comprando sotto il valore di rimborso, la differenza incassata a scadenza è tassata con la stessa aliquota. Comprando sopra, quella differenza genera una minusvalenza utilizzabile in compensazione.
- Imposta di bollo: 0,2% annuo sul valore del deposito titoli. Su rendimenti bassi e vita residua lunga pesa più di quanto sembri.
- Commissione di acquisto: si paga una volta sola, ma il suo effetto sul rendimento annuo si diluisce sugli anni residui: su un titolo a un anno incide otto volte più che sullo stesso titolo a otto anni.
Dietimi e prezzo tel quel
Il prezzo che si legge sulla piattaforma è il prezzo secco. L'importo addebitato è il prezzo tel quel: secco più dietimi, cioè la cedola maturata dall'ultimo stacco e anticipata a chi vende. Non è un costo — rientra al primo pagamento di cedola — ma cambia il capitale impiegato all'inizio, e per questo entra nel calcolo del rendimento effettivo. Chi confronta due titoli guardando solo il prezzo quotato confronta due importi diversi da quelli che pagherà.
Nominale e reale: lo stesso titolo, tre inflazioni
Il rendimento a scadenza è un numero nominale. Quello che conta per il potere d'acquisto è la differenza con l'inflazione del periodo. Con un rendimento netto del 3% annuo lo stesso titolo produce circa +2% reale a inflazione all'1%, circa +1% a inflazione al 2% e sostanzialmente zero a inflazione al 3%.
È un calcolo che vale la pena fare prima di bloccare capitale per molti anni: la perdita di potere d'acquisto agisce sul capitale nominale che verrà rimborsato, non solo sulle cedole incassate.
Tre errori di lettura frequenti
- Leggere la cedola come rendimento: succede soprattutto sui titoli emessi anni fa e ora quotati sopra 100, dove la cedola alta è in parte restituzione del sovrapprezzo.
- Confrontare un lordo con un netto: un corporate al 4,5% lordo e un titolo di Stato al 3,6% lordo, dopo l'aliquota, arrivano molto più vicini di quanto suggerisca la differenza iniziale.
- Ignorare la duration se si può vendere prima: chi porta il titolo a scadenza incassa il rendimento calcolato; chi potrebbe vendere prima è esposto alle oscillazioni di prezzo, che dipendono dalla vita residua.
Sul ruolo di questi titoli dentro un portafoglio — singoli titoli, scaletta di scadenze o un unico ETF obbligazionario — il confronto è in questo approfondimento e nell'analisi su BTP e obbligazioni in portafoglio.
Cosa il numero non dice
Il rendimento a scadenza non contiene il rischio di credito dell'emittente, che non è ricavabile da prezzo e cedola. Assume le cedole reinvestite al medesimo tasso, ipotesi standard della formula e non una previsione. E descrive un solo esito: quello di chi arriva al rimborso. Le oscillazioni intermedie esistono comunque, ma diventano reali solo nel momento in cui si vende.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra cedola e rendimento a scadenza?
La cedola è l'interesse annuo pagato sul valore nominale del titolo, quindi resta fissa per tutta la vita dell'obbligazione. Il rendimento effettivo a scadenza tiene conto anche del prezzo pagato e della differenza tra quel prezzo e il valore di rimborso: comprando sotto 100 il rendimento è superiore alla cedola, comprando sopra 100 è inferiore.
Come si calcola il rendimento a scadenza di un BTP?
Il rendimento a scadenza è il tasso annuo che rende il valore attuale di tutti i flussi futuri (cedole più rimborso) pari all'importo effettivamente versato, dietimi e commissioni inclusi. Non esiste una formula chiusa con cedole periodiche: il valore si trova per approssimazioni successive, ed è esattamente il calcolo che esegue il calcolatore in questa pagina.
Perché il rendimento netto è più basso di quello lordo?
Sui titoli di Stato italiani e su quelli dei paesi in white list l'aliquota è del 12,5% su cedole e differenza positiva tra rimborso e prezzo di acquisto; sulle obbligazioni bancarie e corporate è del 26%. A questo si aggiungono l'imposta di bollo dello 0,2% annuo sul valore del deposito titoli e la commissione di acquisto, che pesa una sola volta ma si distribuisce sugli anni residui.
Cosa sono i dietimi e il prezzo tel quel?
I dietimi sono la parte di cedola già maturata e non ancora staccata al momento dell'acquisto: chi compra li anticipa a chi vende e li recupera al primo stacco. Il prezzo tel quel è il prezzo quotato (secco) più i dietimi, cioè l'importo davvero addebitato sul conto.
Un rendimento del 3,5% lordo protegge dall'inflazione?
Dipende dall'inflazione del periodo. Il rendimento reale è il rendimento netto meno l'inflazione: con un netto del 3% e un'inflazione media del 2% il potere d'acquisto cresce di circa l'1% annuo, con un'inflazione al 3% resta invariato. Il calcolatore mostra il rendimento netto reale a inflazione ipotizzata del 2%.
Il rendimento a scadenza è garantito?
Vale se il titolo viene portato a rimborso e l'emittente paga regolarmente: resta esposto al rischio di credito, che nel calcolo non compare. Inoltre la formula ipotizza le cedole reinvestite allo stesso tasso di rendimento, ipotesi che nella realtà si verifica raramente. Chi vende prima della scadenza incassa il prezzo di mercato di quel giorno, che può essere superiore o inferiore.
Il contenuto ha finalità esclusivamente educativa e illustrativa. I dati storici non garantiscono rendimenti futuri. StrategiaValore non fornisce consulenza finanziaria ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e della Direttiva MiFID II. Per decisioni personalizzate rivolgiti a un consulente finanziario autorizzato Consob. I riferimenti a PAC e strategie di investimento presuppongono l'utilizzo di portafogli globalmente diversificati (ETF azionari/obbligazionari globali, titoli di stato) con orizzonte pluriennale.